Roberto Casula: l’importanza della ricerca per la sostenibilità

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In gioco c’è il futuro del pianeta: combattere il cambiamento climatico e ridurne gli effetti è diventato oggi sempre più importante per scongiurare la formazione di fenomeni ancora più disastrosi nei prossimi anni. È la filosofia che plasma l’attività del “Centre for Sustainable Future Technologies” dell’Istituto italiano di Tecnologia, creato nel 2016 in collaborazione con il Politecnico di Torino: un polo di ricerca per lo sviluppo di tecnologie di contrasto al climate change. Un tema a cui Eni guarda con particolare attenzione: consapevole dell’impatto che le proprie attività hanno nei territori in cui opera, da anni adotta strategie mirate a incentivare sviluppo sostenibile e a tutelare l’ambiente, come ha ricordato Roberto Casula, Chief Development Operations & Technology Officer del gruppo, intervenendo all’incontro sui cambiamenti climatici organizzato al Politecnico lo scorso 10 novembre per lanciare il nuovo polo di ricerca. Una tavola rotonda a cui hanno preso parte professionisti del mondo accademico, dell’industria e dell’economia per trasmettere un importante messaggio: occorre l’impegno di tutti, grandi industrie, organismi internazionali e istituzioni politiche, per vincere questa sfida.
Roberto Casula ha sottolineato come Eni punti ad estendere l’accesso all’energia in ogni parte del mondo, specialmente in quelle aree che ne sono attualmente sprovviste nonostante la massiccia presenza di risorse interne (fossile, biomassa e rinnovabili). Nell’ambito dello sviluppo di progetti tesi a incentivare l’innovazione tecnologica anche in chiave sostenibile, il gruppo ha avviato diverse partnership con atenei e centri di ricerca in Italia e nel mondo con diversi risultati: alcune delle tecnologie create da Eni, ad esempio, servono a rendere più sostenibile il gas naturale, integrandolo nel processo di transizione verso le energie rinnovabili.
Il “Centre for Sustainable Future Technologies” nasce anche per supportare il raggiungimento degli obiettivi istituiti dalla COP21: in merito Roberto Casula ha evidenziato come per l’industria italiana upstream questo si traduca essenzialmente nell’impegno a promuovere con rapidità il passaggio dal consumo di carbone a quello del gas naturale. Non solo: allo stesso modo lo sviluppo dei giacimenti presenti nel nostro Paese consentirebbe di ridurre o eliminare anche le emissioni dovute al trasporto. Infine per il dirigente è altrettanto fondamentale continuare a investire in sviluppo e ricerca delle numerose tecnologie innovative che possano consentire un utilizzo sempre più efficiente e sostenibile del metano e degli altri combustibili meno inquinanti: si tratterebbe di un contributo immediato e importante al raggiungimento degli obiettivi su clima e ambiente sanciti a Parigi.